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FRASI PENSIERI RIFLESSIONI Le più belle,le più o meno note,le personali.

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Vecchio 04-11-12, 13:10   #1
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Il fratellino



Una giovane madre era in attesa del secondo figlio. Quando seppe che era una bambina, insegnò al suo bambino primogenito, che si chiamava Michele, ad appoggiare la testolina sulla sua pancia tonda, e cantare insieme a lei una «ninna nanna» alla sorellina che doveva nascere.
La canzoncina, che faceva «Stella stellina, la notte si avvicina...», piaceva tantissimo al bambino, che la cantava più volte.
Il parto però fu prematuro e complicato. La neonata fu messa in una incubatrice per cure intensive.
I genitori trepidanti furono preparati al peggio: la loro bambina aveva pochissime probabilità di sopravvivere.
Il piccolo Michele li supplicava: «Voglio vederla! Devo assolutamente vederla!».
Dopo una settimana, la neonata si aggravò ancor di più. La mamma allora decise di portare Michele nel reparto di terapia intensiva della maternità. Un'infermiera cercò di impedirlo, ma la donna era decisa ed accompagnò il bambino
vicino al lettino ingombro di fili e tubicini, dove la piccola lottava per la vita.
Vicino al lettino della sorellina, Michele istintivamente avvicinò il suo volto a quello della neonata e cominciò a cantare sottovoce: «Stella stellina...». La neonata reagì immediatamente. Cominciò a respirare serenamente, senz'affanno. Con le lacrime agli occhi, la mamma disse: «Continua, Michele, continua!». Il bambino continuò.
la bambina cominciò a muovere le braccine. La mamma e il papà piangevano e ridevano nello stesso tempo,
mentre l'infermiera incredula fissava la scena a bocca aperta. Qualche giorno dopo, la piccola entrò in casa in braccio alla mamma, mentre Michele manifestava rumorosamente la sua gioia!
I medici della clinica, imbarazzati, definirono l'avvenimento con parole difficili. Ma la mamma e il papà sapevano che era stato semplicemente un miracolo dell'amore di un fratellino per una sorellina tanto attesa.



Bruno Ferrero
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Vecchio 04-11-12, 13:13   #2
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Salvata



Una bambina i cui genitori erano morti viveva con la nonna e dormiva in una camera al piano di sopra.
Una notte vi fu un incendio nella casa e la nonna perì cercando di salvare la bambina. Il fuoco si diffuse rapidamente, e il primo piano della casa fu ben presto avvolto dalle fiamme.
I vicini chiamarono i pompieri, poi rimasero lì senza poter fare niente, incapaci di entrare in casa perchè le fiamme bloccavano tutti gli ingressi. La bambina comparve a una finestra del piano di sopra, chiamando aiuto, proprio quando tra la folla si diffuse la notizia che i pompieri avrebbero tardato di qualche minuto perchè erano tutti impegnati in un altro incendio.
All'improvviso comparve un uomo con una scala, il quale la appoggiò al fianco della casa e scomparve all'interno. Quando ricomparve aveva fra le braccia la bambina. Consegnò la bambina alle mani in attesa lì sotto, quindi scomparve nella notte.
Un'indagine rivelò che la bambina non aveva parenti in vita, e alcune settimane più tardi si tenne in municipio una riunione per stabilire chi l' avrebbe presa in casa e l'avrebbe allevata.
Un'insegnante disse che le sarebbe piaciuto allevare la bambina. Mise in risalto che le poteva assicurare una buona istruzione.
Un contadino le offrì di crescere nella sua azienda agricola. Sottolineò che vivere in campagna era sano e ricco di soddisfazioni. Parlarono altri, che esposero le loro ragioni per le quali fosse vantaggioso per la bambina vivere con loro.
Alla fine il più ricco cittadino si alzò e disse:"Io posso offrire alla bambina tutto i vantaggi che voi avete menzionato qui, più i soldi e tutto ciò che si può comprare con i soldi."
Per tutto questo tempo la bambina era rimasta in silenzio, con gli occhi fissi sul pavimento.
"Nessun altro vuole parlare?" domandò il presidente dell'assemblea.
Dal fondo della sala si fece avanti un uomo. Aveva un'andatura lenta e sembrava soffrire.
Quando giunse davanti a tutti, si mise direttamente di fronte alla bambina e allungò le braccia.
La folla rimase senza fiato. Le mani e le braccia erano orribilmente sfigurate.
La bambina esclamò: "Questo è l'uomo che mi ha salvata!" Con un balzo, gettò le braccia al collo dell'uomo, tenendolo stretto come per salvarsi la vita, come aveva fatto in quella notte fatale. Nascose il volto nelle s***** di lui e singhiozzò per qualche istante. Quindi alzo gli occhi e gli sorrise.
"La seduta è sospesa!" disse il presidente.

dal web
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Vecchio 04-11-12, 13:17   #3
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Signora... lei è ricca?



Si rannicchiarono dietro la porta doppia: due bambini con i cappotti a brandelli troppo piccoli per loro.
"Ha giornali vecchi, signora?"
Ero indaffarata, volevo rispondere di no...finchè guardai i loro piedi: sandaletti leggeri, inzuppati dal nevischio.
"Entrate e vi farò una tazza di cioccolata calda."
Non vi fu conversazione. I sandali fradici lasciarono impronte sulla piastra del caminetto.
Servii loro cioccolata e pane tostato con marmellata per fortificarli contro il freddo esterno.
Quindi tornai in cucina e ripresi il mio bilancio familiare...
Il silenzio nel soggiorno mi sorprese. Guardai dentro, la bambina teneva in mano la tazza vuota e la osservava.
Il maschietto mi disse con voce incerta: "Signora... lei è ricca?"
"Se sono ricca? Misericordia, no!" Guardai le consunte foderine del divano.
La bambina rimise la tazza sul suo piattino con cura.
"Le sue tazze sono intonate ai piattini." Aveva osservato la bambina, con una voce vecchia, con una fame che non veniva dallo stomaco.
Quindi se ne andarono, tenendo i pacchi dei giornali contro il vento, non avevano detto grazie, non ne avevano bisogno. Avevano fatto molto di più.
Tazze e piattini di ceramica azzurra di poco valore. Ma erano intonati.
Diedi un'occhiata alle patate e mescolai il sugo.
Patate e sugo di carne, un tetto sopra alla testa, mio marito con un lavoro sicuro... umile ma sicuro. Anche queste cose erano intonate.
Allontanai le sedie dal fuoco e misi in ordine il soggiorno. Le impronte fangose dei sandaletti erano ancora umide sul caminetto. Le lasciai lì: voglio che restino lì caso mai mi dimenticassi di nuovo quanto sono ricca.





Marion Doolan
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Vecchio 04-11-12, 13:20   #4
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La sedia vuota



Un uomo anziano si era ammalato gravemente. Il suo parroco andò a visitarlo a casa. Appena entrato nella stanza del malato, il parroco notò una sedia vuota, sistemata in una strana posizione accanto al letto su cui riposava l'anziano e gli domandò a cosa gli serviva.
L'uomo gli rispose, sorridendo debolmente: "Immagino che ci sia Gesù seduto su quella sedia, e prima che lei arrivasse gli stavo parlando... Per anni avevo trovato estremamente difficile la preghiera, finché un amico mi spiegò che la preghiera consiste nel parlare con Gesù. Così ora immagino Gesù seduto su una sedia di fronte a me e gli parlo e ascolto cosa dice in risposta. Da allora non ho più avuto difficoltà nel pregare."
Qualche giorno dopo, la figlia dell'anziano signore si presentò in canonica per informare il parroco che suo padre era morto.
Disse: "L'ho lasciato solo per un paio d'ore. Quando sono tornata nella stanza l'ho trovato morto con la testa appoggiata sulla sedia vuota che voleva sempre accanto al suo letto."





Piero Gribaudi
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Vecchio 04-11-12, 13:21   #5
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L'Incidente



Una giovane donna tornava a casa dal lavoro in automobile. Guidava con molta attenzione perché l'auto che stava usando era nuova fiammante, ritirata il giorno prima dal concessionario e comprata con i risparmi soprattutto del
marito che aveva fatto parecchie rinunce per poter acquistare quel modello.
Ad un incrocio particolarmente affollato, la donna ebbe un attimo di indecisione e con il parafango andò ad urtare il paraurti di un'altra macchina.
La giovane donna scoppiò in lacrime. Come avrebbe potuto spiegare il danno al marito? Il conducente dell'altra auto fu comprensivo, ma spiegò che dovevano scambiarsi il numero della patente e i dati del libretto.
La donna cercò i documenti in una grande busta di plastica marrone.
Cadde fuori un pezzo di carta.
In una decisa calligrafia maschile vi erano queste parole: "In caso di incidente..., ricorda, tesoro, io amo te, non la macchina!".

"Lo dovremmo ricordare tutti, sempre. Le persone contano, non le cose. Quanto facciamo per le cose, le macchine, le case, l'organizzazione, l'efficienza materiale! Se dedicassimo lo stesso tempo e la stessa attenzione alle persone,
il mondo sarebbe diverso. Dovremmo ritrovare il tempo per ascoltare, guardarsi negli occhi, piangere insieme, incoraggiarsi, ridere, passeggiare...
Ed è solo questo che porteremo con noi davanti a Dio.
Noi e la nostra capacità d'amare. Non le cose, neanche i vestiti, neanche questo corpo..."



Bruno Ferrero
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Vecchio 04-11-12, 13:22   #6
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Paradiso e Inferno: la vera differenza

Un uomo parlava con il Signore riguardo a paradiso e inferno.
Il Signore disse all’uomo:“Vieni, ti mostrerò l’inferno”…
Entrarono in una stanza in cui un gruppo di persone sedeva attorno ad una grande pentola di stufato.
Tutti erano denutriti, disperati e affamati. Ognuno teneva in mano un cucchiaio che raggiungeva la pentola, ma il cucchiaio aveva un manico tanto più lungo delle loro braccia che non poteva essere usato per portare alla bocca lo stufato. La sofferenza era terribile.
“Vieni, adesso ti faccio vedere il paradiso”, disse il Signore dopo un po’.
Entrarono in un’altra stanza, identica alla prima, tutto era uguale: la stessa pentola di stufato e gli stessi cucchiai a manico lungo. Ma lì tutti erano felici e ben nutriti.
“Non capisco”, disse l’uomo. “Perché sono felici qui se nell’altra stanza erano disperati e tutto era uguale?”
Il Signore sorrise. “Ah, è semplice”, disse…. “Qui hanno imparato a darsi da mangiare l’un l’altro”.



Ann Landers
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Vecchio 04-11-12, 13:23   #7
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La storia di Frederick Andrews

Avevo tredici anni quando il dottore T.W. Maree, oggi scomparso, disse a mia madre: "Non c'è alcuna speranza, signora Andrews. Ho perso il mio bambino allo stesso modo, dopo aver fatto per lui tutto quanto era umanamente possibile fare. Ho studiato attentamente questi casi, e so che il suo ragazzo non ha alcuna possibilità di guarire".
Lei si voltò verso di lui e disse:"Lotterei, lotterei finchè c'è un alito di vita per cui combattere".
Quello fu l'inizio di una lunga e interminabile battaglia, piena di alti e bassi, in cui i medici concordavano tutti sul fatto che non c'era speranza di una cura, anche se facevano del loro meglio per darci il loro sostegno e tenerci su di morale.
Ma alla fine, arrivò la vittoria, ed io che ero un piccolo bambino storto, ricurvo e deforme, che camminava a quattro zampe, sono diventato un uomo forte, eretto e ben formato.
Ora, so che voi volete la formula, e ve la darò nel modo più conciso e veloce possibile.
Mi sono creato un'affermazione, prendendo la qualità di cui avevo più bisogno, e l'ho ripetuta molte e molte volte:"Io sono integro, perfetto, forte, potente, amorevole, armonioso, felice".
Conservai questa affermazione nella mia mente, sempre la stessa, senza cambiare una virgola, tanto da arrivare a svegliarmi la notte sentendomi ripetere:"Io sono integro, perfetto, forte, potente, amorevole, armonioso, felice". Era l'ultima frase che pronunciavo la sera, e la prima che dicevo al mattino.
Non solo la enunciavo per me, ma anche per altre persone che sapevo ne avevano bisogno. Vorrei sottolineare questo punto: qualunque cosa desideriate per voi stessi, affermatela anche per gli altri, e questo aiuterà entrambi.
Chi semina raccoglie. Se si trasmettono pensieri di amore e di salute, ci tornano indietro come il pane gettato sulle acque; ma se mandiamo pensieri di paura, preoccupazione, gelosia, rabbia, odio ecc., ne raccogliamo i risultati nella nostra vita. (...)
Quando un pensiero di rabbia, gelosia, paura o preoccupazione si affaccia nella vostra mente, cominciate a ripetervi la vostra affermazione. L'oscurità si combatte con la luce, il freddo con il calore, il male si supera con il bene. Per quanto mi riguarda, il diniego non mi è mai servito a nulla. Affermate il bene, e il male svanirà.



Frederick Elias Andrews
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Vecchio 04-11-12, 14:45   #8
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ritmo del cuore

Abbiamo avuto in dono
un viaggio senza soste
e senza ritorni.
Nessun istante
si ripete,
nessuna immagine,
nessuna visione.

Ma non possiamo
perdere il ritmo del nostro cuore,
il nostro sangue
deve scorrere
all'unisono col tempo.

La luna si rinnova
e il sole e il campo di grano
e l'acqua che scorre
nelle vene della terra.

E se non percorriamo
nuovi ad ogni aurora
luoghi dello spirito,
avremo finito
di vivere.



Umberto Kühtz
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Vecchio 04-11-12, 15:34   #9
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Un maestro spirituale, che teneva le sue lezioni nel tempio, si slogò un giorno una caviglia e, non volendo interrompere il suo corso, invitò gli allievi nella propria casa, sul fiume Xiang.
Pregò moglie e figli di starsene in disparte e nel massimo silenzio, perché gli allievi potessero trovarsi a loro agio nella sua dimora; e potesse trovarsi a proprio agio soprattutto lui, che era giunto a un punto fondamentale dell’argomentazione: la fede.
La lezione si tenne nel massimo silenzio e raccoglimento, proprio come se la casa fosse un piccolo tempio. E il maestro ottenne un grande successo, toccando il cuore dell’uditorio specialmente quando insisté sulle illimitate possibilità della fede.
"Ho saputo che Gesù il Nazareno", concluse, "ha detto che se ciascuno avesse anche solo un briciolo di fede, potrebbe trasportare le montagne. Sono d’accordò con lui. Se non trasportare le montagne, potremmo almeno, con un grammo di fede, attraversare il nostro fiume camminando sull’acqua".
Quando gli allievi se ne furono andati, il maestro sospirò: erano anni che terminava la lezione sulla fede sempre nello stesso modo. Forse avrebbe dovuto cambiarlo. "Il trasportare le montagne o il camminare sul fiume", pensò, "sono esagerazioni che toccano la fantasia, ma non convincono certo la mente".
Stava così pensando, quando vide sua moglie che camminava sul pelo dell’acqua con un figlioletto in braccio e una cesta in capo.
"Che stai facendo, pazza?", le gridò con la voce strozzata.
"Sto andando al mercato per la via più breve, secondo il tuo suggerimento", rispose lei, e raggiunse l’altra sponda.
A quel punto, il maestro capì che nulla è esagerato nella fede. Ma, soprattutto, prese coscienza della propria incredulità.
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Vecchio 04-11-12, 15:46   #10
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Un uomo aveva sempre il cielo dell'anima coperto di nere nubi. Era incapace di credere alla bontà, all'amore, alla solidarietà, ma soprattutto non credeva alla bontà e all'amore di Dio.
Un giorno, mentre era sulle colline che attorniavano il suo villaggio, sempre tormentato dai suoi scuri dubbi, incontrò un pastore. Il pastore era un brav'uomo, dagli occhi limpidi. Si accorse che lo sconosciuto aveva l'aria particolarmente disperata e gli chiese:
"Che cosa ti turba tanto amico ?". "Mi sento immensamente solo", rispose l'uomo.
"Anch'io sono solo, eppure non sono triste", disse il pastore. "Forse perché Dio ti fa compagnia?", chiese.
"Hai indovinato !" rispose.
"Io invece non ho la compagnia di Dio. Non riesco a credere al suo amore. Com'è possibile che ami gli uomini, uno per uno ? Com'è possibile che ami me?"
"Vedi laggiù il nostro villaggio?" gli chiese il pastore. "Vedi anche le case e le finestre di ogni casa?"
"Vedo tutto questo", rispose.
"Allora non devi disperare. Il sole è uno solo, ma ogni finestra della città, anche la più piccola, la più nascosta, ogni giorno viene baciata dal sole, nell'arco della giornata".
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arciere, awards, medaglia, planetario


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