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camilla 09-11-10 17:06

Il piccolo popolo
 
Fate, Folletti, Elfi e Goblin, queste e moltissime altre creature fatate fanno parte di quello che viene comunemente definito "Il Piccolo Popolo", ciò che noi sappiamo di loro ci è stato tramandato oralmente di generazione in generazione.


Le fonti da cui trae origine sono svariate e spesso non rintracciabili, ma sicuramente si tratta di una interessante base di partenza per chi fosse desideroso di approfondire la conoscenza di questo argomento.

camilla 09-11-10 17:12

Gnomi.
 
Gnomi NORDICA
Sono altri poco più di un palmo, abitano grotte cristalline, miniere d'oro, d'argento o di diamanti e tronchi cavi. Fanno da guardiani ai tesori della natura. Allevano capre, preparano biscotti ai licheni ed erbe, coltivano grossi funghi. I maschi sono brutti e deformi, le femmine bellissime e dalla voce angelica, sono abilissimi minatori ed orafi.

http://img51.imageshack.us/img51/7615/gnomo00.jpg

camilla 09-11-10 17:15

Goblin
 
Goblin FRANCESE
Sono piccole creature malvagie. Appaiono sottoforma di animali, sono ladri e villici e annoverano i morti tra i loro compagni. Amano tentare la gente con frutti fatati, ma non sono del tutto cattivi, comunque. I Goblin delle miniere (simili ai Knockers) battono colpi dove sanno che ci sono giacimenti di oro. Per evitare la loro ira bisogna lasciargli del cibo.

http://img819.imageshack.us/img819/8900/96238284.jpg

camilla 09-11-10 17:33

Folletti
 
Folletti. EUROPEA
Generalmente hanno sangue nero e occhi rossi rilucenti di notte/. Sono giocherelloni e spesso spietati e dispettosi. Non hanno poteri magici ma conoscono arti arcane/. Sono amici degli animali: prediligono cavalcare rane, intrecciare le criniere dei cavalli, liberare le bestie dalle stalle (soprattutto nelle notti di luna piena).
Si nutrono di polenta con salsicce alla griglia o con formaggio fuso, di mozzarella con le acciughe e di salumi di montagna.


FOLLETTI DEL MARE

Vestiti di azzurro, che compaiono nei riflessi delle onde, cavalcano i Delfini e vivono nascosti sulle navi, e quando decidono di farsi vedere aiutano i marinai, restando in loro compagnia a bere RHUM e raccontarsi storie di naufraghi.
Sono in grado di avvistare pericoli prima degli uomini e aiutano nelle tempeste.


http://img94.imageshack.us/img94/4055/43958209.jpg

camilla 09-11-10 17:40

Folletti del bosco
 
Sono i più comuni e i più facili da incontrare, vestiti con pantaloni e casacca verde, stivaletti a mezza gamba e cappello con lunga piuma.Molti conoscono Robin Hood, come un ladro gentiluomo, ma in realtà il suo vero nome è Robin Goodfellow.Lo chiamano Hoodf, perchè porta un cappuccio, che in inglese si dice appnto: "hood ". I folletti sono molto gelosi del luogo nel quale vivono e lo
proteggono da persone dannose: spengono il fuoco attaccato dai piromani e aiutano gli animali a scappare da lacci e trappole.


http://img33.imageshack.us/img33/7756/55638728.jpg

camilla 09-11-10 17:44

Folletti della montagna
 
Scolpiscono strani disegni belle rocce, vivono nelle grotte, ma anche nelle baite, aiutano i montanari a fare il formaggio e badano alle capre.Solitamente questi folletti amano ballare con le fate sotto i raggi della luna.

http://img193.imageshack.us/img193/5209/73607555.jpg

camilla 09-11-10 18:13

Folletti italiani
 
La mia attenzione va verso i folletti italiani: essi abitano in tutte le regioni della nostra penisola : ogni gruppo con compiti ben specifici.
Eccoli:

Ammutandori, Ammutantori, Ammuttatori:Gracili Folletti sardi che vivono nel Logudoro, in provincia di Sassari. Abituati a combinare scherzi e burle agli uomini, ma soprattutto alle belle ragazze in età da marito, sono considerati dei veri e propri Incubi. Sono alti un paio di spanne e sulla fronte riccioluta portano un cappello rosso che non abbandonano mai. Secondo la tradizione popolare, chi riesce ad impossessarsi di uno di questi berretti potrà barattarlo con una piccola pignatta piena d'oro. Simili agli Ammutandori sardi sono gli Ammutandori che vivono in Sicilia, che però portano in testa ben sette berretti, uno dei quali è zeppo di monete d'oro.


Ana Sosana:Diffuso nella provincia di Bergamo, è uno dei tanti folletti italiani, di cui si è persa ogni traccia. Si racconta che era solito nascondersi sotto i comignoli e che si divertiva a gettare rametti e foglie secche nelle pentole dove cuoceva la polenta o dove bolliva la minestra. In provincia di Brescia questo genere di folletti è chiamato anche Ana Sonana.


AugurieFolletto della famiglia degli Augurielli che vive in provincia di Bari.

Augurielli:Folletti domestici molto popolari in gran parte dell'Italia meridionale, in special modo in Calabria, nella provincia di Catanzaro. Spiritelli paffuti con i piedi rotondi a forma di zoccolo di cavallo e un berretto rosso sulla testa riccioluta, vivono nelle case coloniche abitate da sette famiglie.
Gli Augurielli, che stando al loro nome dovrebbero portare fortuna a chi li incontra, sono molto gelosi della loro casa e, quando gli inquilini cambiano, i nuovi arrivati sono bersaglio per molto tempo di scherzi e dispetti. Gli Augurielli sono attratti da tutto ciò che luccica; quindi, per farseli amici è bene regalare loro piccoli pezzi di metallo ed oggetti di piccole dimensioni, che verranno subito nascosti in depositi segreti. Quando si scopre uno di questi depositi conviene controllare ciò che contiene: potrebbero infatti esserci anche oggetti di un certo valore.


Baffardello:Folletto toscano con caratteristiche simili al Linchetto. Vive vicino alle case dei contadini o alle stalle dove sono custoditi gli animali della fattoria. Spiritello dispettoso, si diverte a fare complicate trecce al pelo degli animali e, in particolar modo, alle chiome delle belle ragazze.
E' talmente abile, ad intrecciare capelli impastandoli con la saliva, che è praticamente impossibile sciogliere il groviglio che ne deriva.



Barabanèn:Folletto benevolo, ma anche molto fastidioso, che vive nei pressi di Imola in provincia di Bologna. Il Barabanèn da alcuni è conosciuto anche con il nome di Cardinalèn in quanto indossa un saio rosso, molto simile a quello pretalizio dei vescovi, e un berretto del medesimo colore. Alto dai 40 ai 50 centimetri, il Barabanèn è dispettoso e impertinente e, come tutti i Folletti, ama nascondersi e spostare gli oggetti, costruire ostacoli invisibili in cui fare inciampare la gente, architettare situazioni imbarazzanti, suggerire sogni bizzarri e inquietanti e, naturalmente, di notte rumoreggiare fino a tarda ora.

Barabao:Folletto di origine veneta di cui non si hanno più tracce. Nessuna delle leggende che lo riguardano racconta perché, un bel giorno, senza nessuna ragione apparente, decise di abbandonare il mondo degli uomini. Ancora oggi, però, questa piccola creatura viene evocata dai genitori per far quietare i bambini cattivi. Le sembianze del Barabao non sono delle più rassicuranti: ha il volto brutto e irto di peli, indossa abiti vecchi e rammendati, ai piedi porta due enormi zoccoli e sulla folta capigliatura inalbera un cappello rosso a cono. Simile a un gigante in miniatura, il Barabao abitava in campagna e spesso trovava fissa dimora nelle case dei contadini. Per ricompensarli dell'ospitalità, sovente li aiutava nei lavori più duri della cura dei campi.
Il Barabao era una gran lavoratore e, se veniva trattato con il dovuto rispetto, poteva lavorare anche per giorni interi senza mai fermarsi. Al contrario, se offeso o maltrattato diventava cattivo e dispettoso. In provincia di Venezia, il Barabao è chiamato anche Baraban, mentre in quella di Treviso è chiamato Barbarù.


Barabio:Folletto molto brutto diffuso nelle Langhe e in provincia di Cuneo
. Ha l'abitudine di inseguire e, grazie al suo aspetto demoniaco, spaventare i bambini che non tornano a casa prima del tramonto.

Barbariciu Cutel:Folletto veneto con caratteristiche simili al Barabao, solo molto più brutto e cattivo. Il Barbariciu Cutel ha gli occhi fiammeggianti, un grosso naso e in spalla porta un sacco dove mette i bambini capricciosi che cattura. Quando ha fame, con il gran coltellaccio che porta alla cintola taglia a fette le sue prede e se le mangia.


Berbéch: Folletto dispettoso molto diffuso nel bergamasco. Il Berbéch insieme ai suoi inseparabili compagni, Malésen e Sblésen, combina scherzi di ogni tipo; secondo altre credenze il trio di Folletti fa parte della vasta schiera di diavoletti che ancora oggi popolano le campagne italiane.


Bérlic: Folletto dalle caratteristiche ambigue, diffuso in Val d'Aosta. Durante la notte assume la forma di un'ombra, e penetra nelle stalle rendendo la vita difficile a mucche e capre. Una volta scoperto, si fissa al soffitto sotto forma di una luna splendente.

Bügn: Creatura fantastica, molto simile ad un Folletto, che solo pochi sventurati hanno visto. Solitamente il Bügn abita nei laghi, nei fiumi e nelle pozze di acqua stagnante della provincia di Mantova. Il Bügn si manifesta quando vengono gettati dei sassi nell'acqua e, solo allora, si può scorgere a malapena la sua bocca irta di denti.

camilla 09-11-10 18:19

Folletti italiani
 
ALLA RICERCA DEI CAMANDÖI DEL LAGO DI SAN MARTINO
Chi è cresciuto nella nostra campagna, sa che gli Elfi non sono prerogativa dell'Irlanda, nei racconti dei nostri vecchi si favoleggiava che queste creature fantastiche, i Camandöi, abitassero nelle isole e nei fitti boschi del lago di San Martino.La nostra zona un tempo era bagnata da laghi e paludi, il più esteso il Lago Gerundo, si estendeva da Lodi a Ovest fino a Offanengo a Est, e da Brembio a Nord, fino a Pizzighettone a Sud, formato dal Serio e dall'Adda, più piccolo quello di San Martino formato dall'Oglio. Varie imbarcazione solcavano le acque, mentre paesi e Abbazie sorgevano nei luoghi di approdo.

Cà di Bragöla: Secondo la tradizione della Val Cavargna, il grande roccione bianco che domina il sentiero che porta a Tavagnago è considerato l'abitazione dei Folletti Bragöla. Ai più fortunati può capitare, nel primo mattino, di vedere stesi ad asciugare, sotto la Cà di Bragöla, dei piccoli rettangoli di stoffa bianca: sono i pannolini dei bragoletti che le mamme hanno steso ad asciugare.


Calcaròt: Feroce Folletto notturno, molto vicino alla specie degli Incubi. Vive in Veneto e nell'Alto Adige. Il Calcaròt e praticamente invisibile e nessuno è mai riuscito a descriverlo. Di lui si sa solo che si diverte a turbare il sonno dei dormienti sedendosi sul loro petto.

Calcatrapole: Folletto notturno, parente del Calcaròt, che vive nelle campagne del veronese e del bresciano


Calcaveggh: Folletto notturno, simile agli Incubi, molto diffuso nella Valle Anzasca e nella provincia di Novara.

Calcutt: Folletto friulano fastidioso come gli Incubi.


Farfarelli: Folletti alti 40 centimetri e diffusi nella tradizione popolare dell'Italia del centro-nord. Le dimensioni dei loro discendenti si sono ridotte con il passare del tempo a quelle di un maggiolino. I suoi vestiti ben fatti e fastosi del passato sono ormai ridotti a miseri stracci; il Folletto Farfarello non ha mai voluto dimenticare il proprio nobile passato. I Farfarelli sono di indole coraggiosa fino alla temerarietà; un tempo litigiosi e fracassoni, oggi sono divenuti taciturni e solitari. Entrano in casa e bevono tutta la birra che trovano nel frigorifero e come ringraziamento per l'ospitalità ricevuta, spalmano il burro sui gradini delle scale.

Ghignarelli:Benevoli Folletti che amano far divertire i bambini con i più disparati giochi. Si mantengono quasi sempre in stato d'invisibilità, per questo motivo è impossibile descriverne le fattezze fisiche. Si racconta che solo pochi bambini siano riusciti a vederli completamente, ma una volta cresciuti ne abbiano dimenticato l'aspetto.


Incubi o Inui:Impropriamente chiamate Folletti della notte, queste creature notturne non sono altro che demoni caratterizzati dall'abitudine di turbare nei modi più diversi il sonno degli uomini. Alcuni sono soliti sedersi sul petto delle persone addormentate e provocare incubi terribili. Altri, come dei vampiri, amano rubare il respiro ai bambini e agli anziani. Altri ancora invece si limitano a praticare ogni tipo di scherzo/. Nell'antica Roma l'Incubo era un'entità soprannaturale custode di tesori e ricchezze nascoste.

camilla 09-11-10 18:26

Folletti italiani
 
Lauri:Pittoresca tribù di Folletti pugliesi diffusa principalmente nella provincia di Taranto. I Lauri sono spiritelli domestici alti fino a 30 centimetri, gradevoli e proporzionati che assomigliano a bimbi di due o tre anni. Hanno gli occhi lucenti e neri, i capelli dolcemente arricciati e un sorriso malizioso sempre pronto. Sono vestiti con una piccola tunica di velluto rosso e hanno sul capo un berrettino a cono dello stesso colore. Questi folletti sono decisamente burloni e dispettosi, specialmente durante la notte/. Dopo il tramonto infatti si divertono a legare le code e le criniere dei cavalli in un groviglio di nodi indissolubile, oppure a strappare via di colpo le coperte ai bambini mentre dormono, o ancora ad arruffare i capelli alle ragazze graziose. Si dice che talvolta i Lauri appaiano alle persone e domandino loro se desiderano una pentola di monete d'oro o un cesto di carbone. Ovviamente, per ottenere questa preziosa pentola, occorre rispondere che si preferisce il carbone: dispettosi come la maggior parte dei Folletti, infatti, i Lauri fanno il contrario di quel che si dice. Tutti i Lauri amano alla follia gli animali anche se spesso e volentieri li sottopongono ad ogni sorta di scherzi.

Lauro:Folletto decisamente dispettoso e amante del caos. Si diletta a intrecciare in maniera indissolubile le code e le criniere dei cavalli e come gli Incubi usa sedersi sul petto degli uomini addormentati per trasmettere paure e angosce e render loro difficile il so nno... Il Lauro vive nell'Italia meridionale ed è per questo che la sua pelle appare sempre abbronzata. Il corpo è mingherlino, ma ben proporzionato, e i capelli sono ondulati e corvini. Curioso e amante degli scherzi/, ama assumere l'aspetto di cane, lupo o gallo/. Ma poiché non si separa mai dal suo berrettino rosso è facile scoprire l'inganno. Pigro come nessun altro Folletto, ama gli animali e si prende cura di loro con passione ma evita scrupolosamente ogni tipo di lavoro domestico. Alcune vecchie dicerie raccontano che il Lauro ha il potere di ridare la verginità alle donne che l'hanno perduta, qualunque sia la loro età.

Linchetto:Folletto diffuso in Toscana. Nel 1897 G. Giannini nel suo "Canti popolari della montagna lucchese" lo descrisse così: "...E' uno spirito allegro e bizzarro che si nasconde nei tini al tempo della vendemmia, arriccia i crini ai cavalli e si prende il gusto di bussare la notte alla porta di quelli che dormono, spingendo alle volte lo scherzo al punto di entrare nella camera da letto e di buttare per terra le lenzuola o di mettersi a sedere sul petto dell'ignaro dormiente, impedendogli di respirare. In questo caso bisogna levarsi e andare a mangiare in un cantuccio un poco di pane e di formaggio facendo al tempo stesso i propri bisogni e pronunciando la frase: "alla faccia del Linchetto mangio e caco questo cacetto". Pare che il Folletto, di fronte a un simile oltraggio, se ne vada via offeso e sdegnato proferendo insulti e minacce di ritorsione verso l'incauto".

Luo Barabicchou:Folletto che vive in Piemonte, in particolare nelle province di Torino e Cuneo. Il nome deriva dalla curiosa barbetta caprina che porta sul mento; la sua predilezione per lo spaventare i bambini lo annovera tra i Folletti più dispettosi e cattivi della regione. Come tutti gli esseri incantati della sua stirpe, cambia repentinamente umore, trasformandosi in un buon compagno di giochi per bambini in tenera età.

camilla 09-11-10 18:51

Folletti italiani
 
Maget:Folletti della Valtellina. Abilissimi minatori, lavorano indefessamente in profonde miniere d'oro. Una volta estratto questo prezioso metallo, lo nascondono in luoghi sicuri e irraggiungibili dall'uomo. Infatti giudicano l'uomo troppo avido per meritarsi questi tesori della natura. I Maget sono molto permalosi e quando l'uomo li scorge sono molto abili nel far perdere le loro tracce. Quando nevica abbondantemente provocano pericolosissime valanghe quasi sempre all'origine di ingenti danni a cose e, in diversi casi, anche a persone. I Maget però non sono malvagi e cercano sempre di evitare che questi disastri facciano vittime tra gli esseri umani.

Manteillons:Singolare razza di Folletti che non ha eguali nel mondo del Piccolo Popolo e che vive sulle irraggiungibili cime innevate del Monte Bianco. I Manteillons sono strani esseri senza gambe e indossano un ampio mantello che nasconde la loro anomalia fisica. Naturalmente, come ogni Folletto che si rispetti, anche loro sono soliti infastidire i valligiani con ogni genere di scherzo: saccheggiano senza ritegno le dispense, legano le mucche a due a due per la coda, strappano le coperte dai letti, schiaffeggiano sonoramente i poveretti che dormono della grossa. Creature notturne per eccellenza, si divertono a rompere i vetri delle finestre delle case in cui trovano le luci accese. Tempo fa i Manteillons erano soliti frequentare, spostandosi dall'uno all'altro con il favore delle tenebre, i rifugi di montagna nei dintorni di Aosta e se per caso incontravano un uomo si trasformavano in esseri feroci e terribilmente pericolosi.


Marrauchicchi:Folletti tranquilli e amici dell'uomo (ben volentieri lo aiutano nei piccoli lavori domestici) che abitano sulla costa jonica della Calabria. I Marrauchicchi hanno piccoli occhi ardenti color vermiglio e indossano un cappuccio rosso da cui non si separano mai. Secondo la tradizione popolare questi Folletti conoscono tutti i luoghi dove nel passato sono stati sepolti tesori e pignatte piene di monete d'oro. Per farsi confidare queste informazioni occorre rubargli il berrettino rosso che portano sul capo (azione molto difficile in quanto i Marrauchicchi sono più rapidi di una lepre e capaci di nascondersi nei buchi più inaccessibili) e minacciarli di non renderglielo mai più.

PArticolare attenzione merita il gruppo folletti: MERCANTI
Mercanti:Folletti siciliani dalla statura tarchiata e la barba folta caratterizzati da una particolarità agghiacciante: la parte posteriore del loro corpo è cava. Anche i Mercanti come tutti i Folletti del sud portano il classico berrettino rosso. Solo che il loro ha un grosso fiocco al suo apice. Parsimoniosi, possiedono tesori di valore inestimabile costituiti da pezzi d'oro foggiati a forma di piante e animali esotici. Come sottolinea il loro nome amano commerciare e per questo, una volta l'anno, durante il periodo natalizio, si incontrano in un luogo nascosto e danno vita a un mercato dove vengono esposti tesori di rarissima bellezza. Gli umani che riescono a scoprire dove si tiene questo mercato possono acquistare oggetti molto preziosi a prezzi ridicoli.


Monacello:Folletto scherzoso e burlone dalle fattezze identiche ai Monacielli diffuso nelle regioni dell'Italia meridionale. Nel "Pragmatica de locato et conducto" (una raccolta delle leggi e delle consuetudini che regolavano gli affitti delle case pubblicato a Napoli nel 1587) vi è un intero articolo di legge dedicato ai Monacelli in cui si dice esplicitamente che qualora il locatario venisse assalito dagli spiritelli maligni chiamati Monacelli, gli è permesso abbandonare l'abitazione senza il pagamento della pigione. Noti anche con il nome: Monacielli

Qui c'è una piccola nota personale da aggiungere:
Mia madre spesso mi racconta che lei ha avuto modo di avere dal folletto Monacello diversi mal servizietti.Infatti, sempre stando al racconto di mia madre, questo Monaciello le faceva tanti dispetti.Esempio: mentre lei faceva il letto, lui lo disfaceva prendendo uno dei lati delle lenzuola e li buttava a terra.Poi se mia madre riponeva in un cassetto un oggetto,il Monacello puntalmente glielo faceva ritrovare fuori dal cassetto. Mia madre,dopo ogni pasto, raccoglieva le molliche per conservarle e farne pangrattato, il Monacello ci giocava creando, con le molliche del pane, disegnini e quant'altro.




Monaci Folletti:Folletti conosciuti soprattutto in Calabria. Dispettosi e burloni come tutti i loro parenti hanno però una peculiarità che molti invidiano loro: possono trasformarsi in gatti. Così trasformati, durante le ore notturne, vanno a sedersi sul petto di chi dorme provocandogli sogni angosciosi. I Monaci Folletti preferiscono vivere nelle case dei poveri e pur aiutandoli non sono mai degli ottimi coinquilini. Infatti oltre al loro aiuto regalano sonni infelici. Ogni Monaco Folletto possiede una pignatta piena d'oro da cui non si separa mai e che solitamente nasconde dentro un vecchio muro o sotterra vicino a un albero in un luogo solitario. I Monaci Folletti sono particolarmente avidi e difficilmente se la lasciano portare via. L'unico momento per derubarlo è quando segue i suoi padroni di casa verso la loro nuova dimora. Attenzione però: il Monaco Folletto è vendicativo, soprattutto la notte/

camilla 09-11-10 18:56

Munaciello
 
APPROFONDIMENTI SUL FOLLETTO MUNIACELLO


Il Muniacello è un piccolo folletto vestito da monaco che gioca al lotto ed è molto servizievole, ma ha un atteggiamento diverso in base alla simpatia che prova per gli abitanti della casa, se gli sono simpatici il muniacello è servizievole in caso contrario è dispettoso.Lascia delle monete al suo passaggio per ripagare forse le persone che si spaventano davanti alla sua apparizione e per le donzelle con cui ama concedersi confidenze inappropriate

Il muniacello lo ritroviamo a Napoli, in una leggenda popolare molto nota è descritto come un folletto dispettoso e bizzaro, un demonio cattivo e due teorie accompagnano la nascita del mitologico folletto con fibbie d'argento nelle scarpe e berretto:
TEORIA 1:anno 1445, regno Aragonese.

La figlia di un ricco mercante di stoffe Caterinella Frezza, si innamora di un garzone Stefano Mariconda, amore che non può essere vissuto secondo i canoni dell'epoca e quindi è un amore che finisce tragicamente con l'assassinio di Mariconda e la segregazione di lei in un convento dove dà alla luce il figlio del loro amore che però nasce deforme.Il figlio di Caterinella Frezza e Stefano Mariconda, è adottato dalle suore del convento che gli cuceranno una veste come quella dei monaci e per le strade di Napoli verrà chiamato "lu munaciello" a cui venivano attribuiti poteri magici.

TEORIA 2: Il muniacello poteva essere l'antico gestore dispettoso dei pozzi d'acqua, che poteva entrare facilmete nelle abitazioni attraverso i cunicoli sotterranei e fare dispetti agli abitanti.


TEORIA 2: Il muniacello poteva essere l'antico gestore dispettoso dei pozzi d'acqua, che poteva entrare facilmete nelle abitazioni attraverso i cunicoli sotterranei e fare dispetti agli abitanti.

'A Bella 'Mbriana
'A Bella 'Mbriana detta anche Meriana o 'Mmeriana è l'opposto del muniacello, protegge dal muniacello stesso, descritta come una bella donna, una fata, per lei in casa deve sempre esserci una sedia libera, in caso contrario lei se ne andrà e non donerà agli abitanti della casa la protezione contro il muniacello.

camilla 09-11-10 19:03

Folletti italiani
 
Nani del Ghiaccio:Creature misteriose, chiamate anche Eismandl, che dimorano in Alto Adige. Alti circa 40 centimetri hanno l'aspetto di piccoli vecchi barbuti e sono caratterizzati da un cappello a larga tesa. I Nani del Ghiaccio vivono nel più tranquillo isolamento, incuranti delle tormente, delle valanghe e delle tempeste di vento. Abitano nei cunicoli che scavano nei ghiacciai e in questi veri e propri labirinti custodiscono immensi tesori.

Nani del Vino:Chiamati anche Nörgel, hanno pressappoco le stesse caratteristiche fisiche dei Nani del Ghiaccio e vivono nelle valli dell'Alto Adige fin dai tempi in cui Noè vi portò la vite. Allegri e di compagnia, amano cantare e ballare e partecipare alle bevute che caratterizzano il periodo della vendemmia. E' facile incontrarli mentre, completamente ubriachi, dormono vicino alle cantine o nei prati circostanti le vigne.

Nani Minatori: Simili ai Nani delle Montagne del resto d'Europa, questi che dimorano in Alto Adige, secondo alcune tradizioni locali, a volte sono scambiati per i fuochi fatui dei cimiteri.
(Vedi: Ometti).


Ometti:Questo è uno dei tanti nomi che vengono attribuiti a dei nani che vivono nelle valli dell'Alto Adige. (Nani Minatori). La tradizione popolare alto atesina racconta che Dio creò queste particolari creature perché i monti erano aridi e scarsamente abitati. E, poiché in queste montagne vi erano immense ricchezze, ecco che gli Ometti furono plasmati per raccogliere e lavorare tali straordinari tesori. Molto somiglianti all'uomo, generalmente gli Ometti si fanno vedere solo nei luoghi dove abbonda l'oro o l'argento e la loro presenza è sempre considerata di buon auspicio. Qualcuno li chiama anche Monaci della Montagna a causa del piccolo saio marrone che indossano durante la lavorazione dei metalli estratti. Degli Ometti si parla in un antico testo di G. Agricola - "De animantibus subterraneis" - pubblicato intorno al 1550 a Basilea. Agricola scrive che comparivano davanti ai minatori uomini vestiti come loro e si mettevano a giocare; ballando, ridendo, facendo smorfie e sberleffi e spesso lanciando sassolini ai lavoranti. Altri autori raccontano che gli Ometti, durante i mesi estivi, mettevano all'ingresso delle caverne una scodella con dentro qualche moneta, oppure qualche pietra pregiata in modo che i pastori potessero sostituirla con del latte. Oggi degli Ometti si è persa ogni traccia, anche se in provincia di Novara, in Val Cannobina, vive una razza molto affine a quella degli Ometti (Vedi anche: Sanguanelli, Crüsc.).


Omino della Rena:Esserino notturno che, secondo la tradizione senese, fa addormentare i bambini capricciosi. Ci riesce grazie a un espediente poco grazioso: lanciando nei loro occhi un pizzico di sabbia per costringerli a chiuderli. Non sempre il bambino si addormenta felicemente, anzi, spesso scoppia in lacrime per il troppo bruciore. Questa creatura è anche conosciuta con il nome di Sabbiolino. (Vedi anche: Omino del Sonno).


Omino del Sonno:
E' un piccolo Folletto che si aggira per le campagne durante le ore notturne. Indossa un cappello a cilindro e penetra nelle case di campagna attraverso i muri. Con se porta sempre un sacchetto di sabbia che non si esaurisce mai. La sabbia gli serve per lanciarla a pizzichi negli occhi dei bambini che non vogliono dormire o stentano a prendere so nno. E' conosciuto un po' ovunque nella nostra penisola, ma soprattutto al nord dove è chiamato Sabbiolino.


Papòlo:Piccolo Folletto domestico che vive nella zona di Massa Carrara. Predilige abitare nelle soffitte delle vecchie case coloniche abbandonate, nascosto sotto le travi di legno e negli angoli più reconditi delle polverose mansarde . Folletto molto ordinato e pignolo accudisce con estrema precisione l'ambiente dove vive e si considera il vero padrone di quel luogo. Se qualcuno osa scacciarlo o prova soltanto ad importunarlo è capace di scatenare una terribile rappresaglia a base di scherzi molto pesanti.


Salbanelli:Folletti piuttosto maligni, diffusi in Veneto e in Emilia, non hanno nulla a che vedere con la stirpe dei Salvanelli, simili nel nome, ma dal carattere completamente diverso. I Salbanelli sono soliti ipnotizzare le loro vittime per indurle a commettere le azioni più strane e impensate. Alti poco meno di un metro, questi folletti hanno un testone enorme e le mani e i piedi sono grandi e deformi. I capelli, grigi e ricci, scendono selvaggi fin sulle s***** e formano un tutt'uno con la barbaccia che gli cresce fitta sul viso. Il petto è villoso ed emana un cattivo odore. Gli occhi sono due piccole fessure che celano uno sguardo acuto e penetrante. Decisamente brutti a vedersi, i Salbanelli se ne vanno in giro completamente nudi. Solo nei mesi invernali indossano piccole tuniche rosse rotte e sdrucite. I Salbanelli non amano parlare e comunicano fra di loro soltanto con rudimentali gesti delle mani. Di tanto in tanto lanciano stridule risate in grado di provocare danni all'apparato uditivo dell'uomo.


U' augurie:Folletto che dimora nella zona di Bari
, ma che è possibile incontrare in altre zone della Puglia meridionale. Questa creatura ormai convive abitualmente a contatto con l'uomo nelle abitazioni cittadine, ed è considerata uno spirito domestico. E' un genietto della casa, un nume tutelare della famiglia e dispensatore di favori, ma anche burlone artefice di guazzabugli improvvisi. Infatti, se trova l'abitazione di suo gradimento ne favorisce benevolmente il padrone, arrivando anche a procurargli piccole somme di denaro, ma se invece la casa non è di suo gusto, non smetterà mai di mettere in atto fastidiosi scherzi, tanto che, alla lunga, chi vi abita sarà costretto ad andarsene. Gli U' augurie sono però molto indulgenti e particolarmente benevoli con le belle fanciulle in età da marito. Gli U' augurie sono parenti molto stretti dei Folletti Augurielli.


Zampa del Gal:Creatura fatata che risulta essere un incrocio tra un Elfo e un Folletto. Dimora nella Val di Genova nei pressi di Trento.Lo Zampa del Gal è un giovane di bell'aspetto ed è solito appostarsi all'imbocco della sua valle ad aspettare il passaggio di fanciulle che cerca immancabilmente di sedurre. L'unico segno che permette di riconoscere la sua natura magica è la mano a forma di zampa di gallo a cui, con malinconia, non riesce a dare un aspetto umano. Secondo alcune fonti pare che una creatura simile allo Zampa del Gal, che era solita sedurre belle ragazze per poi farle scomparire, risiedesse tra le Alpi Cozie.

Zuerghie:Folletti che dimorano tra i boschi della Val Formazza in provincia di Novara. Scivolare con slitte di legno lungo i declivi innevati dei monti è il loro passatempo preferito. Non è una specie violenta o maligna e, spesso e volentieri, aiutano i valligiani nei lavori dei campi. Molti raccontano che una volta uno Zuerghie abbia prestato servizio, come servitore, presso una nobile famiglia dell'Ossola. Purtroppo però, un giorno, venne incolpato di aver insidiato la moglie del padrone e, per vendetta, venne ucciso. Da allora gli Zuerghie sono diventati molto più guardinghi nei confronti degli uomini e tali sono rimasti fino ai giorni nostri.



Fonte: Testi tratti da: Elfi, Gnomi, Nani e Folletti (dizionario del Piccolo Popolo) di Giorgio Schottler, edizioni "Domino Avallardi"


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